• Cingolani Marco - Societā anonima del colore (2001)
« AUTORITRATTO - CNGMRC61B21C933C
Ho creduto che il Codice Fiscale fosse il mio ritratto più veritiero,
mi sbagliavo.
In un catalogo è stato stampato con una lettera in più. Quasi,
quasi mi assomiglia, come in un mio disegno, sempre sul codice fiscale.
Mi sono accorto di averlo scritto sbagliato sul fax inviato all'
editore: mi volevo imbruttire?
Sono nato nel 1961 a Como, ho vissuto la gioventù a Maslianico
sul confine con la Svizzera ...
Sono un pittore e considero la pittura non un mezzo tra i tanti ma lo scopo : il basic instinct dell' artista è cambiare la pittura. A cambiare i soggetti e le immagini ci pensa già la società, cambiare la pittura è difficile, per questo ci vuole l' artista.
Così
il Pittore diventa Associato di Dio nel mistero della creazione.
Le mie grandi passioni sono la Bibbia e la cronaca nera, anzi vera.
Il testo delle sacre scritture è il più grande libro
di cronaca mai scritto : omicidi, tradimenti, amore e perdono
che presentano i tratti immutabili dell' uomo.
Nel fatto, anzi nel fattaccio come nel melò,
c' è la massima concentrazione di spiritualità
ed è da questo che parto per realizzare i miei quadri.
Agli inizi degli anni novanta dipingevo "L' attentato al
Papa", "Il ritrovamento
del corpo di Aldo Moro" oppure
la serie delle "Interviste"
dense di personaggi compressi in uno spazio senz' aria.
Erano dei quadri che partivano da precisi fatti di cronaca con una totale carica simbolica e sovrastorica : l' attentato all' Occidente nella figura del Papa, e il corpo di Moro in mezzo alla folla, come il corpo di Cristo, vinto e sconfitto. I colori erano timbrici, il disegno saldo, e il piglio grottesco.
Da alcuni anni lo stile è lentamente
mutato, fino ad arrivare negli ultimi quadri dove la struttura
non è più cercata nel disegno, ma costruita attraverso
il colore.
Enormi campiture di rosso fanno da letto a particelle di colore puro, dove anche
l' ombra diventa luce.
L' immagine viene costruita solo attraverso la pittura, come se
il quadro si fosse formato da solo.
Le osservazioni dal vero, i riferimenti biblici, il dialogo con
le opere del passato, vengono sommerse e mescolate dall' onda
piena ed ispirata della pittura. »
Marco Cingolani nasce a Como nel 1961 e si trasferisce a Milano giovanissimo,
nel 1978. Inizia a frequentare l’ambiente creativo underground, in cui
l’arte si mischiava con la moda e la musica punk. In quegli anni si stava
formalizzando a Milano una nuova sensibilità artistica le cui radici
non affondavano più nella storia dell’arte e nella citazione ma
praticava la manipolazione critica della realtà e delle sua comunicazione
attraverso i mass media.
L’immagine veniva decontestualizzata, sottratta
all’uso del senso comune, stravolta radicalmente, quasi schernita. Il
lavoro di Marco Cingolani, sin dagli esordi, ha sempre cercato di annullare
il potere normativo delle immagini mediatiche, sottoponendole alla cura radicale
dell’artista, certo che l’arte offra un punto di vista decisivo
per l’interpretazione del mondo. In questo contesto sono nati i quadri
delle Interviste, dove personaggi famosi per la loro riservatezza venivano
sommersi dai microfoni e le famose serie dedicate all’Attentato al Papa
e alla tragica vicenda di Aldo Moro.
Dopo aver partecipato a numerose mostre collettive tra cui Una scena emergente
(1991, Museo Pecci, Prato) e Due o tre cose che so di loro (1998, PAC, Milano),
gli vengono dedicate importanti mostre antologiche presso prestigiose istituzioni
pubbliche quali Palazzo Strozzi a Firenze e Promotrice delle Belle Arti di
Torino. Partecipa a novembre 2006 alla rassegna collettiva "Senza famiglia",
nel Palazzo della Promotrice delle Belle Arti di Torino.
Nel 2007 Cingolani
riceve un'ulteriore consacrazione: la Galleria Emilio Mazzoli ospita la mostra
dal titolo "Di che colore sono?" in cui vengono presentate le riflessioni pittoriche
sul colore del Potere e dei suoi travestimenti.
L’arte di Cingolani è sempre
stata affascinata dal passaggio da cronaca a storia e viceversa; anche in questo
caso vengono contestualizzati in scenari fortemente simbolici i caschi blu
dell’ ONU, l’urna rossa che contiene le schede elettorali, i segmenti
multicolore dei grafici di Wall Street, le divise militari e le bandiere di
partito.