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| The first lady 140x100 cm. Cod.DEAN3290 |
Marcello De Angelis nasce a Villafranca di Verona il 26 settembre 1977.
Dopo aver conseguito la maturità presso il Liceo Artistico Statale di
Verona, nel 2003 si laurea in Disegno Industriale presso la Facoltà di
Architettura del Politecnico di Milano, con una tesi sul Modello gestionale
di un museo del design per parchi tematici.
A Milano coltiva i suoi primi interessi in ambito artistico, venendo a contatto con numerosi artisti e galleristi ed inizia a concepire una propria forma espressiva.
Nell’agosto del 2001 De Angelis scrive il suo primo manifesto artistico col nome di Neo-spazialismo in cui afferma: "Il passaggio del tempo e la ridotta analisi nell’evoluzione delle tappe della civiltà, ha portato la civiltà stessa verso una forma di immaginario post – mediatico in cui tutto è imposto all’uomo in maniera contaminata e condizionata, nel quale non è possibile esprimere opinioni proprie. […] Il concetto di globalizzazione, nato dal tentativo di imbrigliare e imbavagliare la natura, ha portato ad un’analisi percettiva della realtà, in cui l’acquisizione delle informazioni avviene in maniera prevalentemente sintetica anziché analitica. Critico questa forma di riduzione in forme basi ed essenziali dell’essere e dell’individuo, portato ad un grado schematico della naturalità logica che induce ad un’atrofizzazione delle forme d’indagine del pensiero."
Questa indagine teorica induce l’artista ad utilizzare la cerniera lampo
come elemento simbolo della propria poetica.
Dagli inizi del 2001 De Angelis comincia la sua ricerca pittorica con la creazione
di una personale tecnica sperimentale definita injection painting, la
quale consiste nel dipingere mediante l’uso di siringhe da iniezione.
Nascono le isole della memoria.
Nel febbraio del 2002 realizza The first Lady, un’installazione realizzata
dall’unione di un burqua afgano e di quattro bandiere americane.
Nel luglio dello stesso anno viene invitato alla mostra milanese Dieci artisti
da riconoscere, in cui espone assieme ad altri nove artisti tra cui Ben Ormenese,
Beppe Bonetti e Franco Costalonga.
A novembre viene selezionato all’86.ma collettiva Bevilacqua La Masa di
Venezia.
Agli inizi del 2003, in occasione della mostra L’Assenzio, De Angelis
realizza un’installazione concettuale intitolata "La morte di Dio",
composta da una sfera di cristallo e 666 cerniere nere.
Nello stesso periodo inizia una scultura in gesso raffigurante La Pietà,
al momento incompiuta.
Nel febbraio 2004 partecipa con una sala personale alla collettiva Burned Children
of America presso la Fondazione Villa Benzi Zecchini di Caerano San Marco (TV)
con una sala personale. Per l’occasione espone per la prima volta le due
opere Like an eagle, composte da una bandiera divisa a metà da una cerniera
che “unisce/divide” mezza aquila americana con mezza aquila irakena.
Scrive il suo secondo testo critico intitolato" La realtà immaginata
o The burqa way of life" – da Mc Luhan ai mille villaggi quotidiani,
in cui denuncia: Siamo sempre più condizionati dai media, nutriti dalle
immagini eteriche del tubo catodico, da pixel e da bit informatici e siamo così
ossessionati dal tempo, scandito da ritmi meccanico – consumistici, che
non ci accorgiamo della realtà in cui viviamo.[…] È la chiusura
che cerco e che esprimo nelle mie opere con la cerniera lampo; ma non intesa
come estraniazione individuale dal mondo che mi circonda, ma pensata come apertura
ad una realtà spirituale e logica.
A ottobre De Angelis partecipa al 4° Premio Nazionale di Pittura e Scultura
Città di Novara in occasione della quale viene premiato con la Targa
Liceo Artistico Statale “F. Casorati”.
La sua ricerca artistica arriva dunque a una svolta e iniziata un nuovo ciclo
artistico chiamato Genesi: realizza opere in cui la cerniera lampo viene dipinta
anziché applicata. Decide di abbandonare la cerniera lampo come elemento
oggetto per trasformarla in elemento simbolico – pittorico.
La tela viene caricata di nuovi significati e viene messa in risalto la luminosità
della superficie.
Nel 2005 intende portare a compimento il progetto Genetic, che dura ormai da quattro anni; esso è costituito da uova di gallina modificate a livello formale con acidi naturali, come denuncia verso la manipolazione genetica.