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"Spazialismi. Riccardo Licata e la pittura a Venezia dal dopoguerra a oggi". Questo il titolo della mostra, a cura di Giovanni Granzotto e Vladimir Ju Matveev, inaugurata lo scorso 5 febbraio a San Pietroburgo al Museo dell’Ermitage dal ministro per la Pubblica Amministrazione e per l’Innovazione Renato Brunetta.
All’appuntamento era presente anche l’Ambasciatore d’Italia presso la Federazione Russa, Vittorio Claudio Surdo. Viene esaminata, peraltro, la formidabile fucina di talenti e di progetti che si e’ dimostrata Venezia, in modo particolare nel dopoguerra. L’esposizione propone circa 75 opere di cui 50 di Riccardo Licata e 25 di artisti come Fontana, Guidi, Bacci, Morandis, Tancredi, Deluigi, Vedova, Santomaso, Finzi. Scopo dell’iniziativa: presentare un’idea dello spazio inteso – da Licata, dagli attori del movimento spaziale, e da altri maestri attivi in laguna e prossimi a quella temperie – in termini anche luministici ed atmosferici, ma soprattutto percepito e partecipato come un momento emozionale, sentimentale, ideale.
Catalogo: IL CIGNO GG EDIZIONI, ROMA |
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Fino al 28 febbraio 2010 gli spazi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ospitano la mostra Sandro Chia "Della pittura, popolare e nobilissima arte" a cura di Achille Bonito Oliva, la prima grande antologica dell’artista in Italia e la sua più importante retrospettiva dopo quella del 1992 alla Nationalgalerie di Berlino. A conclusione di un anno intenso, che ha visto la partecipazione di Sandro Chia alla 53° Biennale di Venezia e ad altre importanti mostre in Italia e all’estero, tra cui la mostra “Campestre romantico” nell’ambito di “Italia in Giappone 2009” all’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo e Kyoto, “Della pittura. Popolare e nobilissima arte” offre al pubblico un’ampia selezione di opere storiche e recenti dell’artista, alcune delle quali raramente presentate nei circuiti espositivi. Attraverso 61 opere, 56 dipinti e 5 sculture in bronzo, vengono ripercorse le principali tappe della quarantennale carriera di Sandro Chia: dagli esordi negli anni Settanta, al successo della Transavanguardia negli anni Ottanta, all’affermazione come punto di riferimento nel panorama artistico internazionale che dagli anni Novanta arriva fino ad oggi. Info: Viale Delle Belle Arti 131, 00196 ROMA tel. +39 06322981 |
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La mostra d’arte “Palermo-Babilonia-Palermo” promossa dall' ASS. CULT. ARS MEDITERRANEA in collaborazione con CASA SICILIA IN BULGARIA, il patrocinio della REGIONE SICILIANA ed del COMUNE DI PALERMO, già presentata in Bulgaria, a Sofia, nello scorso mese di maggio, presso la sede istituzionale dell’Union of Bulgarian Artists, dedicata ad un significativo gruppo di artisti siciliani apprezzati e affermati su scala nazionale e internazionale, Alessandro Bazan, Andrea Di Marco, Fulvio Di Piazza, Adalberto Abate, Alessandro Di Giugno, Fabrice De Nola, Stefano Cumia, Laboratorio Saccardi, Stefania Romano, Gianluca Concialdi, Giovanni Tedesco, con una bella selezione di opere, curata da Francesco Gallo, documentata da una esaustiva pubblicazione edita da Apollon Excudit, sarà ripresentata a Palermo, dalla GAM nelle sale di Palazzo Ziino fino al 31 gennaio 2010. Si può parlare di una scuola, ma in senso improprio, perché le differenze superano le analogie, ammesso che qualcuno si appassioni a riscontrarle, in quanto vige un forte eclettismo libertario, che va dalla figurazione più meticolosa alla gestualità astratta più incontrollata. In tutti vige una forte coloristica e una forte memoria classicistica, seppure a volte, metaforicamente, trascinata nella polvere, per evitare che si possa caricare di tradizionalismi feticistici, come accade nelle conturbanti solitudini di Alessandro Bazan o nelle metafisiche degli oggetti di Andrea Di Marco, che si esibiscono in tutto il loro malridotto pudore, per non parlare dell’ipernatura di Fulvio Di Piazza che non lascia scampo alla vista, catturata dal suo preziosismo pittorico. Concorrono a questo universo babelico le intelligenti divagazioni di Adalberto Abate, i ritratti ironici di Alessandro Di Giugno, le fantasiose tramature di Stefano Cumia, le inquietanti sollecitazioni di Fabrice De Nola, le sapienziali follie del Laboratorio Saccardi, il surriscaldato perimetro visivo di Stefania Romano, l’ironica memoria pop di Gian Luca Concialdi, la “sofferta” ritrattistica di Giovanni Tedesco. Info: Palazzo Ziino, Via Dante 53, Palermo 90141 - ARS MEDITERRANEA,Via M. Rapisardi 28,Palermo, tel. 338 3402562 |
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La natura è dentro di noi, diceva Cézanne, contrapponendo al vedutismo generico della sua epoca un sentimento più profondo ed interiore della natura stessa. Luogo di inquietudini esistenziali, di sogni, di miti, di pulsioni dell’inconscio, la natura si offre oggi ad uno sguardo complesso e variegato, pronto a vagare senza ostacoli laddove lo conducono la magia e l’enigma degli orizzonti. La Natura, quindi, e il suo paesaggio divengono il filo conduttore di un excursus espositivo che intende indagare quelle espressioni artistiche che, senza prescindere dalle proprie radici locali, hanno saputo rivendicare un rilievo nazionale di più ampio respiro. Nel periodo preso in esame, che va da metà Ottocento fino agli anni ’70 del secolo scorso, si dipanano i lavori più significativi di artisti quali Calvi, Canella, Avanzi (ca. 90 tavolette di cui molte inedite) Cabianca, Induno, Michetti, Longoni, Morbelli, Savini.
Un'apposita sezione intende inoltre sottolineare il tessuto culturale della Verona degli anni ’20, con i protagonisti dell’epoca quali Beraldini, Nardi, Trentini, Zamboni, Zancolli. Il percorso giunge, infine, alle visioni di artisti come Balla, Casorati, Donghi, Tosi, Morandi Semeghini, Birolli, Vedova, Santomaso, Afro, Tancredi, Finzi, Flangini, Romagnoni, e molti altri ancora, nelle quali la natura diventa sempre più espressione della partecipazione dell’artista all’esistenza umana attraverso l’immagine di una bellezza che, seppur frantumata, lacerata, o resa immobile e raggelata, è viva manifestazione delle problematiche, dei fenomeni e delle pulsioni della cultura moderna. |
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I militanti di "100x100animalisti" protestano contro l'imminente inaugurazione di Hermann Nitsch.
L'artista, in passato già attaccato da altri gruppi animalisti, ha dichiarato: |
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La GAM di Torino apre una nuova stagione espositiva di grandi mostre legate alla storia e all’identità collezionistica del proprio patrimonio. La mostra "Il Teatro della Performance", che ospita tra gli altri l'azionista viennese Hermann Nitsch, intende analizzare spazi, forme e oggetti modellati dall’azione dell’artista, e mai davvero deserti da essa, anche dopo il compiersi della performance. Il Teatro della Performance non si concentra sulla registrazione dell’atto, ma sulla scena del suo accadere, presentando l’architettura e la fisicità del teatro che ha accolto l’azione. Sono presenti in mostra, oltre a opere e installazioni di Nitsch, lavori seminali di alcuni tra i maggiori esponenti della ricerca performativa tra la fine degli anni ’50 e oggi: Katsuo Shiraga del Gruppo Gutai, Marina Abramovic e il provocatorio Paul Mc Carthy, le sculture viventi Gilbert & George e John Bock.Ciascuno di questi artisti ha ‘costruito’ la scena, l’architettura, dei propri lavori con diversa attitudine, intervenendo sullo spazio pensato per dare luogo alla performance e spesso creato, o quanto meno, modificato dalla performance stessa, costruito per accumulo di tracce derivanti da atti, parole e oggetti di scena. |
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"Questa non è esattamente la tipica scultura del presidente Mao che si vede in Cina...". Anche l’autorevole quotidiano statunitense, infatti, dedica grande attenzione al pensiero degli artisti internazionali Gao Brothers e alla loro controversa ultima versione del Chairman Mao. Dopo la disneyana Miss Mao, un ritratto con seno materno, canini e naso da Pinocchio, stavolta è Mao’s guilt, a innervosire le autorità cinesi. L’ex leader della rivoluzione Culturale appare prostrato in ginocchio "come un essere umano – spiega Gao Zhen, 53 anni -, una persona normale che confessa gli sbagli che ha commesso". Camminando sul filo della "censura" della Repubblica Popolare, i Gao Brothers hanno reso "staccabile" la testa del loro Mao, per renderlo anonimo all’occorrenza. "Un giorno –conclude però Gao Zhen- spero che tutti saranno in grado di accettare questo messaggio". Intanto i Gao Brothers continuano a non rivelare, se non poche ore prima dell’apertura, la location delle loro mostre, nell’eterno gioco del gatto col topo. |
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L’arte ha avuto sempre coraggio. Anche quando l’artista opera sotto committenza, egli esercita uno scarto linguistico rispetto alla tradizione che determina uno scatto in avanti in termini di sperimentazione e di elaborazione di nuovi linguaggi.
Gli artisti in mostra:
Opere sonore:
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Marco Cingolani, Daniele Galliano, Gian Marco Montesano, Sandro Chia saranno presenti alla 53esima Biennale di Venezia ospiti del Padiglione Italia curata da Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice fino al 22 novembre 2009. Nel comunicare l'elenco degli artisti selezionati, i curatori Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice hanno voluto sottolineare alcuni degli elementi alla base della loro scelta. Innanzitutto la logica da cui la scelta stessa è derivata: "non una semplice selezione di artisti ma una vera e propria mostra, che risponde a un tema specifico, a un concept. Punto di partenza - proseguono i curatori - è l'omaggio a Filippo Tommaso Marinetti, che di Collaudi è il nume tutelare. Il nostro sguardo - concludono Beatrice e Buscaroli - si è concentrato soprattutto sulla generazione dei quaranta-quarantacinquenni, arricchendolo con alcune proposte più giovani e con maestri che rappresentano punti di riferimento visivo e culturale".
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The warriors presenta venti guerrieri, copie in terracotta provenienti dal Museo di Xi’an, reinterpretati dal colore di Sandro Chia e dall’obiettivo di Riccardo Bagnoli, diventano testimoni del fascino e della tradizione cinese. In mostra, presso la Scuola dei Mercanti di Venezia, edificio storico progettato dal Palladio, oltre ai guerrieri, tre cavalli e quindici teste, sempre in terracotta dipinta. Ampio catalogo, con testo critico di Luca Beatrice e testi storici e apparati, edito da Papiro Arte. La straordinaria sede della mostra, la Scuola dei Mercanti e’ adiacente alla chiesa della Madonna dell’Orto, uno dei più importanti monumenti storico-artistici di Venezia.
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In occasione dei festeggiamenti per gli ottant'anni del maestro Riccardo Licata, dal 30 Maggio 2009 il Loggiato Superiore del Palazzo Ducale di Venezia ospiterà una mostra personale dedicata all'artista. La presente esposizione si divide in due sezioni e raccoglie le più significative testimonianze, realizzate dal maestro durante gli ultimi vent'anni, nel campo del mosaico e del vetro. La prima parte, dedicata all'arte musiva e curata dal Prof. Giovanni Granzotto, noto storico e critico d'arte, riunisce oltre venticinque opere di varie dimensioni montate su pannello ed esibite secondo criterio cronologico. La stessa mette in mostra anche una dozzina di gigantografie, testimonianze fotografiche degli interventi su scala territoriale relativi a paesaggi urbani e rurali, creati dall'artista in importanti località europee come Alessandria, Cannes, Genova, Grenoble, Lille e Parigi. Il secondo settore, interamente consacrato ai vetri, e' amministrato dalla dott.sa Rosa Barovier. L'esposizione e' realizzata grazie al patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per diretto intervento del Soprintendente per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Venezia e laguna, Renata Codello.
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