Festa Tano

Festa Tano foto: E.Catalano

 

artisti:
Accardi Carla
Angeli Franco
Arman
Balsamo Vincenzo
Bazan Alessandro
Chia Sandro
Cingolani Marco
Crippa Roberto
De Angelis Marcello
Di Marco Andrea
Eron
Facco Andrea
Festa Tano
Finzi Ennio
Fontana Franco
Frangi Giovanni
Galliano Daniele
Gao Brothers
Germaną Mimmo
Innocente
Kim Joon
Kostabi Mark
Laboratorio Saccardi
Licata Riccardo
Ma Liuming
Montesano Gianmarco
Neri Marco
Nitsch Hermann
Pancrazzi Luca
Perilli Achille
Possenti Antonio
Presicce Luigi
Rotella Mimmo
Schifano Mario
Tadini Emilio
Terruso Saverio
Turcato Giulio
Vaccari Wainer

opere

Festa 80 x 60,5 cm. Festa 60,5x80 cm. Festa 59,5x80 cm. Festa 100x80 cm.
Paesaggio emiliano
80 x 60,5 cm.
Cod.FEST6911
La voce del vento
60,5x80 cm.
Cod.FEST3601
...
59,5x80 cm.
Cod.FEST2601
Paesaggio senza luce
100x80 cm.
Cod.FEST0601
Festa 79x59,5 cm.
Paesaggio
79x59,5 cm.
Cod.FEST5501

 

Biografia   inizio pagina

Tano Festa nasce a Roma il 2 novembre 1938.
Nel 1957 si diploma all’Istituto d'Arte nella sezione di fotografia artistica.
Nel 1959 ha la sua prima esposizione, con Franco Angeli e Giuseppe Uncini, alla Galleria La Salita di Roma dove , nel 1961, tiene la sua prima personale.

La sua prima produzione pittorica si muove all'interno della rappresentazione geometrica monocroma, in carta su tela, che assume sempre maggior forza espressiva, infatti si interessa di rielaborare gli oggetti, estrapolati dalla loro quotidianità, e quindi percepiti nella loro essenza: persiane, porte, finestre, armadi e specchi che non svolgono più la loro funzione di oggetti ma, in quanto dipinti, sono pittura.

Nel 1963 la Galleria La Tartaruga di Plinio dé Martiis si trasferisce a piazza del Popolo e organizza la mostra «13 artisti a Roma, quegli stessi che diedero vita alla cosidetta 'scuola di piazza del Popolo. Come un artista popolare, (così egli definiva la sua attività in quegli anni), Festa dirige ora la sua ricerca verso l'analisi della tradizione artistica italiana del Rinascimento, estrapolando e facendo citazioni dall'opera di Michelangelo.

Nella metà degli anni Sessanta lavora infatti a grandi pannelli dove appaiono, seguendo la tecnica fotografica, isolati stralci dagli affreschi della Cappella Sistina e dalle tombe medicee realizzati con pittura a smalto su tela emulsionata.

Nel 1966 viene invitato ad una importante mostra a Milano, dedicata al cinquantenario del Dadaismo.
Qui conosce artisti come Arp e Man Ray. Festa tramuta i suoi oggetti dipinti in pittura di oggetti e continua a lavorare sulla fotografia.

Nel corso degli anni settanta viene quasi dimenticato dai critici e dai galleristi, benché sia sempre presente alle manifestazioni artistiche di rilievo.

Negli anni ottanta, dopo un lungo periodo di isolamento, riesce a trovare nuovi impulsi creativi. Realizza la serie Coriandoli, enormi tele fatte di tanti puntini di carta lanciati sulla tela ricca di materia pittorica. Riscopre, inoltre, una nuova figurazione espressa nel segno e nel gesto duro e tagliente.

Il nuovo lavoro di Festa è legato, in questi ultimi anni, all'espressionismo, riletto e adattato alla sua volontà, di artisti come Munch, Ensor, Bacon e Matisse. Ma in Festa esiste anche la solitudine e il vuoto.

La critica, attratta da questa rinnovata creatività, si interessa di nuovo al suo lavoro.
Nel 1980 partecipa infatti alla XL Biennale di Venezia e nel 1982 è presente alla mostra Artisti italiani contemporanei 1950-1983 e diverse sono le mostre personali che vengono allestite.

Tano Festa, dopo una lunga malattia, muore a Roma il 9 gennaio 1988.

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