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Galleria d'Arte Boxart - Hiding in Italy - RASSEGNA STAMPA



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Lunedì, 21 Maggio 2012 rss
Liu Bolin

Rassegna Stampa
Liu Bolin


“Hiding in Italy”

24 APRILE 2010 – 30 GIUGNO 2010

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Quando mimetizzarsi è una strategia

Liu Bolin

Gli esseri umani sono animali?

Il camaleonte ha la straordinaria prerogativa di cambiare colore per uniformarsi al colore dello sfondo come forma di auto-protezione. Il serpente a sonagli può seppellire la maggior parte del proprio corpo nella sabbia. Non solo per proteggere sé stesso, ma anche per procurarsi il cibo. Molti altri animali, come gechi e scarafaggi hanno imparato a mimetizzarsi con l’ambiente esterno per affrontare il nemico nella lunga lotta tra vita e morte; la capacità di nascondersi è spesso il fattore più importante per la sopravvivenza.

Gli esseri umani non sono animali Perchè non sanno proteggere se stessi.

Due cose sono emerse chiaramente durante gli ultimi tremila anni di storia umana.: Primo, la specie umana progredisce distruggendo l’ambiente circostante; secondo, lo sviluppo degli esseri umani è costellato di orribili sfruttamenti. Il prezzo di questa brillante civilizzazione umana è che l’uomo dimentica quasi di essere un animale, dimentica di avere degli istinti.

Gli esseri umani sembrano aver scordato di dover ancora pensare a come sopravvivere. Mentre l’umanità si gode i frutti del proprio progresso, scava la propria tomba con la sua ingordigia. Nella società umana non è sufficiente mimetizzarsi per sopravvivere. Il concetto di umanità stessa è messo a repentaglio . Invece di affermare che la specie umana gioca un ruolo dominante, sarebbe meglio dire che gli umani si stanno lentamente rovinando con le proprie mani.

Lo sviluppo economico ha complicato il significato della parola umanità. Con la morte sparisce il corpo ma i cambiamenti economici stanno indebolendo lo spirito degli esseri umani. Visto che il pensiero è sinonimo di vita questa è una morte ben peggiore dell’altra. La guerra nella prima parte del secolo scorso e il progresso economico della seconda metà del secolo hanno indebolito la capacità degli esseri umani di creare significato. Consapevolmente o meno coloro che si consideravano i padroni della terra sono in balia delle forze della natura

Alcuni comportamenti umani servono ad illustrare questa tesi.

Un secolo fa ogni uomo cinese portava una lunga treccia sulla schiena. A quel tempo era normale. Se un uomo non portava la treccia o la tagliava, ciò era sinonimo di possedere idee progressiste. Ma ora la treccia dietro la nuca che era diventata il marchio degli artisti, recentemente è prerogativa dei parrucchieri, derisi dalla maggioranza della persone che portano i capelli corti. I capelli lunghi e la treccia in sé non hanno alcun significato. I loro significati dipendono dall’ambiente esterno. Gli esseri umani nascono all’interno della società, e i nostri pensieri sono spesso determinati dalla cultura comune. Gli esseri umani sono così deboli che persino i loro pensieri saranno copiati inconsciamente dalla prossima generazione.

Il lavaggio del cervello è più terribile della sparizione fisica.

Ogni tanto mi considero fortunato di non essere nato durante gli anni ’50. La gente di quella generazione ha visto di tutto. Loro hanno avuto molte esperienze comuni: subire il fascino del Presidente Mao, la rivoluzione culturale, un’educazione anomala, non andare a scuola, ricevere una coppa di ferro di riso ma andare incontro all’ondata di licenziamenti, la soppressione della distribuzione delle case, iniziare a comprare le proprie abitazioni, i figli che vanno a scuola a proprie spese e così via. Semplicemente il potere della cultura e della tradizione può influenzare il pensiero di un’intera generazione.

Oggi esistono molti differenti modi di pensare. Ogni persona sceglie la propria strada nel venire a contatto col mondo esterno. Io scelgo di fondermi con l’ambiente. Invece di dire che scompaio nello sfondo circostante, sarebbe meglio dire che è l’ambiente che mi ha inghiottito e io non posso scegliere di essere attivo o passivo.

In un contesto che privilegia l’eredità culturale, il mimetismo non è di certo un posto sicuro dove nascondersi.

 

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