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Nasce a Milano nel 1927.
Inizia la sua attività pittorica negli anni Cinquanta ma ad essa si contrappone
l’esordio nella scrittura avvenuto nel 1947, quando pubblica sulla rivista
Il Politecnico di Vittorini il suo primo poemetto: La Passione secondo Matteo.
Negli anni, progetti di diversa matrice intellettuale lo hanno portato alla realizzazione di illustri testi tra cui L’armi l’amore, del 1963 e L’opera del 1982, più tardi per Garzanti L'occhio della pittura e L'insieme delle cose, nel '93 La tempesta.
L'attività di scrittore andò comunque parallelamente alla produzione pittorica. Dopo l'iniziale realismo esistenziale, Tadini negli anni sessanta, subì il fascino della Pop Art inglese, meno nota dell'analoga corrente statunitense. Di questo periodo è il capolavoro surrealista Ciclo della vita di Voltaire, in cui sovrappone oggetti quotidiani svincolandoli da una logica apparente.
L'inizio della sua ascesa artistica avvenne con la partecipazione alla collettiva
presso lo Studio Marconi nel 1965, della quale fecero parte anche altri tre
grandi: Mario Schifano, Valerio Adami e Lucio Del Pezzo. Nel 1978 e nel 1982
partecipò anche alla Biennale di Venezia, mentre dalla metà degli
anni ottanta in poi espose con molte personali in Italia e in Germania.
Altro rilevante esempio del suo tragitto poetico è L’Occhio della
Pittura, un racconto illustrato in 20 metri quadrati di rappresentazione.
Nel 2001 fu la celebre sede di Palazzo Reale a Milano ad ospitare l'ultima mostra antologica a lui dedicata, all'interno della quale esponenti del mondo della cultura quali Umberto Eco, Arturo Carlo Quintavalle, Alan Jouffroy gli resero l'ultimo omaggio. Tadini si spegne nel 2002.