![]() |
| nudo 80x120 cm. Cod.TERR3710 |
Saverio Terruso nasce a Monreale l' 11 gennaio 1939. Dopo aver frequentato
a Palermo i corsi della Scuola dArte fino al 1959, si trasferisce a Milano,
dove segue a Brera i corsi di pittura, conseguendone il diploma.
Ha insegnato pittura allAccademia di Palermo e allAccademia di Carrara.
Dal 1979 è titolare della cattedra di pittura presso lAccademia
di Belle Arti di Brera a Milano.
Terruso muore il 3 marzo 2003.
- - - - - - -
SAVERIO TERRUSO FRA ESPRESSIONE E COSTRUZIONE
Saverio Terruso è un pittore di temperamento essenzialmente mediterraneo, legato culturalmente ed emotivamente alla sua terra dorigine, la Sicilia.
Tutti i critici che hanno scritto di lui hanno ampiamente sottolineato
questa specificità. Ripetere questo sembra dunque una cosa
anche troppo scontata, con qualche rischio di retorica.
Tuttavia, a tale proposito, mi pare importante fare una precisazione.
È senzaltro vero che, per certi versi, la sicilianità
è connotata da una forte antica caratterizzazione passionale,
per quello che riguarda sia lidentità di appartenenza
sociale, sia lattaccamento alla propria terra, ma è
altrettanto vero (come sanno tutti quelli che conoscono i siciliani)
che laltro aspetto peculiare è quello di una particolare
attitudine razionale e di costruzione di visioni profonde della
realtà, che, sul piano della produzione creativa letteraria
e artistica, ha dato nel nostro secolo risultati di grande rilievo.
Basti pensare ad un gigante come Pirandello, a Tomasi di Lampedusa,
a Quasimodo e Sciascia, e nella pittura per esempio Guttuso.
Terruso nei primi decenni della sua attività è stato legato a una dimensione più espressionistica e realistica del linguaggio, caratterizzando la sua pittura in termini piuttosto drammatici, con forti tensioni deformanti e con colori di forte accensione timbrica. Ma nellultimo decennio circa, attraverso un processo di coerente trasformazione, ha fatto emergere sempre di più il suo gusto per la costruzione compositiva più razionalmente articolata, giocando sulla dialettica dei ritmi spaziali e su una tecnica di pennellate più vibrante e scandita.
Da un interesse dominato da preoccupazioni contenutistiche, dallesigenza di una narrazione e descrizione in presa diretta con la realtà della tradizione contadina, è passato, senza comunque tradire il passato, ad una attenzione più mediata e compiaciuta dei valori formali e degli accordi cromatici.
Questa volta è stata ben chiarita da Tommaso Trini, che scrive: "La nuova scena figurativa rompe con quella passata, pur continuandola.
È diversa ma contigua. Non più le scene di esterni e le terre aspre ( ); non più voci oranti, processioni di figure, sciami di colori che riunivano loriginaria unità della natura con luomo. Ma soprattutto scene di interni, architetture di spazi linguistici, geometrie di cose e di figure silenti tra larabesco e il mosaico. Larte di Terruso non solo si è maggiormente interiorizzata, ma rispetto al passato ha accentuato la costruttività dei segni".
In ogni caso, lampia produzione pittorica dagli anni Settanta agli anni Ottanta, non ha perso nulla della sua vitale energia, agli occhi di chi la guarda oggi. Quei quadri continuano a trasmettere il fascino autentico di un mondo rurale che è ormai sul punto di scomparire definitivamente.
È difficile non essere colpiti dalle facce severe e drammatiche, cotte dal sole, dei contadini con la coppola, al lavoro o in trattoria; e da Quelle delle donne melanconiche rinchiuse nei loro scialli, curve sulle loro attività quotidiane in casa, oppure protagoniste di grandi collettivi.
Le vediamo nelle processioni religiose fluire lentamente tra i campi e le case di pietra dei paesi, con i ceri accesi in mano ed i volti dolorosi tutti uguali; e pare quasi di sentire i canti e le litanie attraverso i colori e le lunghe sequenze di segni reiterati.
Ma le vediamo anche nellatmosfera più serena dei campi, impegnate nella raccolta delle olive. Per la verità, in queste scene, più che le persone spiccano i vecchi alberi dai tronchi contorti e soprattutto il fogliame che il pittore ha trasfigurato in fluttuanti e fantasmagoriche chiome colorate.
I tronchi, le foglie e i frutti diventeranno sempre più protagonisti nei quadri successivi, allinterno di composizioni più serrate e meno naturisticamente descrittive.
Nellultima fase di lavoro, i paesaggi di campagna, le colline di aspra bellezza e gli scorci marini, tendono a rimanere sullo sfondo, o a scomparire del tutto, con una messa a fuoco delle inquadrature progressivamente sempre più ravvicinata, ma su tele il più possibile di ampio respiro.
In tal senso, va ricordando innanzi tutto lesempio forse più eclatante, vale a dire "Ramo Spezzato", del 1994, una immensa tela di cinque metri per tre, dove il motivo del grande ramo orizzontale caduto per terra diventa una sintetica e possente struttura portante di una composizione che riesce ad essere allo stesso tempo realista, con le figure di uomini che spuntano qui e là tra rami e foglie, impegnati nel loro lavoro, e per certi aspetti quasi astratta.
In effetti, il paesaggio dello sfondo ha perso ogni valenza descrittiva per trasformarsi in un incastro di ampie campiture rosse, blu e brune, che fanno da contrappunto geometrizzante alle fluide concentrazioni di pennellate nervose che danno vita al fogliame che vibra di toni gialli, verdi e azzurri.
Qui sono già presenti gli elementi costitutivi della svolta pittorica, ma non ancora portati alla soluzione definitiva, quella che caratterizza la costruzione formale delle più recenti composizioni: nature morte dominate dalla presenza di solidi geometrici (cubi, parallelepipedi, piramidi) multicolori che si combinano liberamente soprattutto con foglie e frutti rotondi (presumibilmente arance, ma con vibrazioni cromatiche fantasiose), ma anche con la presenza, in secondo piano di alberi o accenni di paesaggi (cieli azzurri o scorci di mare dalla finestra). In certi casi entrano in gioco anche dei pesci (un tema sviluppato in precedenza in tele dedicate per esempio a scene di mercato), oppure degli strumenti musicali, che costituiscono una novità assoluta in rapporto al passato.
Si può dire, dunque, che il fascino astratto della geometria ha progressivamente "contaminato" la realtà naturale, e le memorie della sua Sicilia, trasformandole in frammenti selezionati, che pur mantenendo tutto il profumo delle memorie vissute, diventano protagonisti di nuove dimensioni dellimmaginazione plastica e pittorica.
Ma in ogni caso la pittura rimane quella di un colorista acceso e i poliedri che entrano in scena sono liberamente dipinti, senza rigide freddezze.
Sembra che, in modo del tutto personale, Terruso si sia ricordato di Césanne, della sua volontà di rappresentare la natura attraverso le forme essenziali del cono, della sfera e del cilindro.
Anche la tecnica delle pennellate ha subito unevoluzione rispetto al passato: come si è detto, è più vibrante e scandita, ha qualche somiglianza con quella di Césanne e del primo cubismo, anche se i toni sono completamente diversi. Limpianto prospettico non è trasformato dalla scomposizione dei piani: tutt'al più si assiste a un accentuato ribaltamento in avanti delle superfici di appoggio.
In alcuni quadri, insieme agli oggetti, e agli strumenti musicali, troviamo anche delle figure maschili e femminili, e in particolare dei grandi nudi, che con le loro forme curvilinee si oppongono dinamicamente alle linee angolose e spezzate di solidi geometrici.
Ma il tema del nudo è affrontato anche da solo in tele di ampia dimensione: sono sequenze di figure, realizzate con energia espressionistica, con toni grigio azzurri, che producono un effetto di fluttuante vitalità. Una fluidità che ricorda il rincorrersi delle onde marine, ma in verticale. Qui la figura umana, la donna, si è spogliata di ogni connotazione realista per diventare, in qualche modo, una forma sintetica e idealizzata al servizio di grandiosi effetti formali.
Terruso è un pittore che ama soprattutto le grandi superfici. È sulle grandi tele di due metri per due, di tre metri per due, e anche oltre, che la sua tensione creativa interna trova uno sfogo adeguato. La sua pennellata ha molto più respiro, le stesure cromatiche acquistano anche un impatto fisico che enfatizza quello visivo, e limpianto compositivo diventa più solidamente plastico.
Negli ultimi anni lartista si è cimentato anche con un lavoro che deriva dalla sua pittura, ma che è realizzato direttamente in legno e con elementi solidi in rilievo: si tratta di composizioni in bassorilievo, con solidi, frutti e foglie, che vengono scolpiti sulla tavola o incollati sopra, e poi colorati.
Il risultato è, rispetto ai quadri con soggetti analoghi, più specificatamente decorativo raggiungendo ormai una ben precisa ed efficace sicurezza di linguaggio strettamente coerente alla sua poetica.